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UOMINI E DONNE: IL TRONO DI PAOLA FRIZZIERO E LO "STRANO" RUOLO DI ....

13/05/2008  in TV & dintorni
Vabbè. Volevo aspettare la fine. Ma a quanto pare, “qualcuno” legge... 
Premessa. Chi le pensa e le realizza certe cose, nel leggermi, si accorge (non sempre) dove voglio arrivare. La differenza tra me e loro è che avendo io materia prima, non ho bisogno di lavorare in certe redazioni e agenzie per capire alcune “cosucce.
 
Come scritto precedentemente, ciò che trovo interessante di “Uomini e Donne” è solo la De Filippi. In particolare quando manda i suoi messaggi trasversali, quando scende in campo direttamente. Ma in questo trono della Frizziero c’è qualcos’altro di interessante. Non la coppia probabile o improbabile Frizziero/Gallella (a proposito se non si capiscono su certe azioni e reazioni, dura minga, contrariamente rischia di durare più di quella precedente).
Dopo la signora Fascino c’è solo Daniele. Questo sì che è il prototipo medio che fa al caso di “Uomini e Donne”.
Cos’è, storcete il naso? E’ finto? Ma per favore. Questo è abile a arruolato. Arruolato a chi (redazione, agenzia, entrambi) ha bisogno di un certo ruolo in quello studio.
Il caso (?) ha voluto che la redazione lo selezionasse. Ed eccolo lì, da corteggiatore di quella Valentina che se anche fosse stata sostituita dalla sua sagoma di cartone l’era istess (milanese, in italiano= stessa cosa) a corteggiatore della Frizziero.
 
Se c’è uno che in quel programma, che da quando è entrato ha fatto da sponda per Cristian Gallella quello è lui. Rivedersi esterne, alcune frasi dette, commenti in studio. Era tutto un suggerimento per il Gallella. Ad un certo punto, se ne stava andando. Ma, ovviamente, causa ritorno della pallavolista, ha dovuto rimanere per finire il “lavoro”.
 
Chi glielo ha commissionato il ruolo che svolge? Poichè ritengo che Paola Frizziero, se non direttamente coinvolta, avesse capito che tale Daniele stava facendo da sponda al suo Cristian e ne ha fatto l’uso che riteneva secondo lo scopo del momento (es. esterna dove ballano “Pulp Fiction”, ascoltare parole sul divano, azionare il cervello e se no, affittarne uno), propendo per la redazione di “Uomini e Donne”. Della quale è responsabile - ovvviamente - la signora Fascino. Tanto più lo penso dopo aver saputo quanto sarebbe avvenuto dopo la registrazione di ieri.
Spiego.
Pare che richiamato da Cristian (comportamento da valutare questo, cara Paola) Daniele avrebbe detto di aver rifiutato varie proposte di agenzie tranne una. Vi state chiedendo quale? Avete già la risposta, ne sono certa. La Lele Mora Management, la nota agenzia del noto “agente del nulla” Dario Mora in arte Lele, una volta da me soprannominato Leluccio. Ora. Indipendentemente da chi ha commissionato il “ruolo” a Daniele, lui l’ha svolto bene perchè a parte la sottoscritta dubito che vi siano altre/i che hanno visto il gioco di sponda del ragazzo a favore di Cristian.
Torniamo alla domanda. Chi è il committente? Le ipotesi possono essere tre:
1. E’ un “libero professionista”, che ha capito i meccanismi del programma, ciò che si delineava e si è proposto. Ovviamente, le sue “capacità” non potevano sfuggire a Lele Mora che gli propone un contratto. Giusto. Daniele è il prototipo standard del tronista di “Uomini e Donne”. E’ brillante il ragazzo, sveglio. Ha capito i meccanismi del gioco e come usarli.
2. La redazione, esperta in selezione dei partecipanti, ha individuato in lui alcune caratteristiche e lo ha messo lì sulle sedie delle statuine, in attesa che esprimesse il suo potenziale. La Frizziero non venga a raccontarmi che non ha capito da subito con chi aveva a che fare.
3. Aveva già un accordo con Lele Mora ma era inteso che sarebbe stato formalizzato successivamente. Il ragazzo ha svolto il suo compito egregiamente (splendido uno degli ultimi assist: “c’è una redazione che può organizzarmi le esterne che voglio”...)
 
Chi abbia commissionato il “ruolo” a Daniele è quasi irrilevante. Dal mio punto di vista, ciò che è rilevante è che la redazione, considerando gli anni di lavoro ed esperienza fatta con il programma, non poteva non rendersi conto che il corteggiatore (pare più per Mora che per Paola) stesse facendo da sponda al nuovo modello della LMM. Il che, implicitamente, vuole dire un’altra cosa: che si voleva dirigere Paola verso Cristian.
Non posso pensare che la redazione e Maria De Filippi non se ne siano resi conto. Mi pungerebbe vaghezza di essere io un genio e la redazione di Maria De Filippi, nonchè Maria De Filippi degli idioti. Vi pare possibile? Certo che no. Qui non ci sono idioti. Io no di sicuro, comunque.
 
Ovviamente, tutto questo ha un effetto sul comportamento della Frizziero. Che è ben conscia di cosa sta avvenendo. La discesa in campo della signora Fascino è dovuta proprio al fatto che Paola ha capito, quando non nè è stata direttamente compartecipe perchè si è fidata e affidata a lei, cosa stava succedendo. Sceglierà come da canovaccio Cristian perchè è questo che vuole ma alle sue condizioni. Quali? La redazione deve dimostrare a Paola che Cristian non è fidanzato! Se non è comico sto programma, quale lo è!

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FABIO FAZIO: INVITEREI ANCORA TRAVAGLIO

13/05/2008  in TV & dintorni
 
Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora. La tv non può escludere nessuno, no a liste di proscrizione.
di Jacopo Iacoboni
 
Se uno mi chiedesse qual è la morale di questa storia risponderei così: dopo aver fatto le dovute scuse, non vorrei che da un singolo incidente - come ne possono capitare a chi lavora con uno strumento tanto delicato com’è la parola - si traesse lo spunto per limitare la libertà d’espressione». Sono passati due giorni dall’intervista a Marco Travaglio e dal finimondo che ne è nato. Fabio Fazio ha letto tutto, ascoltato le reazioni, chiesto scusa e, ieri, cercato di vivere una giornata come le altre, scandita dai soliti ritmi di lavoro a Milano, già a pensare alla prossima puntata della sua trasmissione. Ovviamente però gli si affacciano - e gli vengono rivolte - mille domande, in queste ore.
Ha mai pensato che invitare Travaglio poteva far nascere tutto questo?
«Travaglio è venuto altre tre volte, è un giornalista che vende migliaia di libri, va nei teatri, scrive sui giornali. È evidentemente molto interessante dal punto di vista televisivo».
Tuttavia viene ormai vissuto dai suoi nemici come una provocazione vivente, c’è chi la accusa sostenendo che chiamarlo è stato di per sé provocatorio.
«Per quel che mi riguarda, c’è provocazione se c’è premeditazione, dunque disonestà; e noi ovviamente non avevamo premeditato nulla. La cosa che mi dispiace di più sono le teorie del complotto che ho sentito in queste ore: noi lavoriamo in una stanzetta a Milano, a pranzo andiamo in trattoria con gli autori, con Antonio Cornacchione. Parliamo, discutiamo e mangiamo. Tutto qui. L’idea che si immagini sempre il complotto, la trama, fa invece pensare che non possa esistere la normalità; è come se non si riuscisse a concepire che in Italia c’è chi lavora autonomamente».
Non è che Travaglio aveva già deciso l’attacco che avrebbe sferrato?
«Io credo che neanche Travaglio avesse premeditato nulla. Devo davvero ribadire che, nel mio modo di sentire, tutelare la libertà d’espressione di chi c’è è speculare alla tutela dei diritti degli assenti. Le opinioni sono totalmente legittime, l’offesa non lo è. Più in generale, per quanto mi renda conto che quel che dico possa sembrare impiegatizio, credo che le vicende della vita delle persone siano spesso complicate e, ad essere assertivi, non sempre si fa la cosa giusta. È il mio modo di essere e la cifra del nostro programma».
Il pubblico come ha reagito, ha ricevuto mail, di sostegno, di protesta?
«Non ho letto niente. Ma la mia sensazione è che queste vicende probabilmente incidano meno di quello che pensiamo sui telespettatori».
Alcuni però sono convinti che questi incidenti avvengano sempre solo a danno del centrodestra. Come risponde?
«Vede, questa stessa domanda presuppone che chi fa il mio mestiere lavori per la politica o addirittura per i partiti. È come se qualcuno pensasse che le nostre azioni fossero calcolate per ledere o, peggio ancora, per aiutare la politica. Noi non siamo dipendenti della politica. Semmai questo è un atteggiamento proprietario che ha la politica nei confronti dei cittadini. Lavoro per il pubblico. E per la Rai»
Invitate Travaglio ma non, poniamo, Buttafuoco.
«Ma la connotazione del programma non è politica, è culturale. Poi è ovvio che ogni conduttore abbia dei gusti o una sua cifra. Ogni programma ha un suo marchio e un suo stile, credo sia la somma dei programmi che deve garantire la pluralità e la differenza».
Però le reazioni politiche sono state trasversali, dal Pdl al Pd. Pensa che qualcuno stesse cercando il casus belli?
«Ecco, proprio io non posso accreditare la teoria del complotto. Diciamo che il cda della Rai è in scadenza, dunque il momento è delicato».
Per caso l’ha chiamata Schifani?
«No, penso che abbia cose più urgenti da fare».
Fazio, lei inviterebbe di nuovo Travaglio?
«Per quel che mi riguarda, questa è una domanda che non deve neanche esser posta: la tv è inclusiva e non può escludere nessuno. La cultura delle liste di proscrizione è quanto di più distante ci sia da me. Ho già detto, mi dispiace molto per quanto è accaduto, però credo che per tutti sia preferibile una tv con qualche incidente ma tanta libertà d’espressione, piuttosto che una tv senza incidenti ma per niente libera».

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UOMINI E DONNE: TRONO FRIZZIERO, SEMPRE PIU' "CLASSICO"

13/05/2008  in TV & dintorni
Che a qualcuno sia sfuggito il canovaccio di mano oppure è proprio questo il canovaccio “sospinto”: far sembrare che tutto sia saltato?. Eppure. Io continuo a sentire puzza di finale standard.
Certo che ieri la signora Fascino ha fatto gli straordinari. E’ scesa in campo e - per il mio stupore (?) - è stata piuttosto diretta, trasparente e con pochi messaggi trasversali. Uno l’ha mandato al nuovo modello della LMM che, devo ammettere, pare una specie evoluta - sempre relativizzando al massimo, perchè si tratta di capire di che livello e di specie sia il genere e quindi che significhi evoluzione rispetto a questo - a confronto con la media della “fabbrica”: la scuderia LMM. Parla in italiano esprime anche concetti logici. O è diabolico (ma questo richiede doti di finissima intelligenza ed escludo che un qualsiasi nullista della LMM ce l’abbia) o è un ingenuo o più probabilmente, uno che ha capito strada facendo che il gioco lì non lo decide lui, che non capisce a volte come deve giocare la palla, nonostante ci sia qualcuno che gli dà degli assist.
 
Facciamo il punto della situazione, come direbbe la signora Fascino. La Frizziero vuole che lui gli dimostri che non è fidanzato. Il che è praticamente impossibile. O si fida o non si fida. In realtà un modo ci sarebbe, ma, rompe qualcosa destinato al finale. La redazione non vuole. E allora come si fa a far sì che lui dimostri quel che dice di provare per lei ma senza perdere e far perdere credibilità? Hanno sicuramente più fantasia (??) di me e soprattutto hanno pianificato, ergo: la risposta già l’hanno e la vedremo. Mi pare di arguire che si stia scegliendo la soluzione classica.
Prendete lo schema classico. Verificate a che punto siamo. Siamo con la Frizziero che se sceglie, sceglie Cristian Gallella, almeno questo è ciò che ci tiene a farci sapere la signora Fascino. Ma la situazione è tale che i due non si guardano, nè si toccano. Che si fa. Si fa che lei gli fai i dispettucci e lui deve sopportare. Ma come? Non ha sopportato abbastanza? Certo. Ma ha dormito dall’amica. Ma quel che è peggio: gli sono venuti i dubbi su come sarebbe un rapporto con lei che non ha fiducia. E qui, ieri ha sparato una cazzata. Ne dice pochissime, ma ieri l’ha detta. Quel discorso non era conseguente a quello precedente. Era un altro concetto. Giustamente, la De Filippi ha notato e respinto l’argomentazione del nuovo modello della LMM.
E allora, stante la situazione di cui sopra e volendo mantenere la suspence fino alla fine...si fa che il Gallella si purga la dormita dall’amica e la frasetta su come sarebbe un rapporto con lei fuori di lì. La purga consiste nei dispettucci della Frizziero che, però, non si spingerà a fare con Carmine quello che ha fatto con lui. Lui sopporterà i dispettucci; non solo, potrebbe anche prenderla con umorismo perchè capisce che sono il modo con il quale lei tiene a lui. In realtà sono il modo con il quale si salvano capra e cavoli e si fanno ritornare in primo piano i meccanismi “classici”. Ovviamente, bisogna a brevissimo (forse sta già succedendo) ripristinare i contatti fisici tra i due, senza però che saltino i due meccanismi finali. Primo meccanismo: se lei sceglierà o non sceglierà, secondo: se lui dirà “sì” o “no”. I dispettucci della Frizziero faranno, infatti, dire a quei due “opinionisti” che sono Sperti (fare solo il ballerino, no?) e quell’orrore di specie femminile, modello standard LMM, di Karina, che lui potrebbe dire “no”.
Lui dirà “sì”.
Ancora pochi giorni di “sofferenza” (tra apici, le sofferenze nella vita, anche d’amore, sono altre) e poi l’happy end.
 
Chiudo con una domandina alla signora Fascino. Una rinfrescatina alla sua redazione non sarebbe opportuna? No. Le piace così. Le piace lasciare un pò di autonomia e poi prendere in mano la situazione per sentirsi dire “Maaarrriiiahhh” meno male che ci sei tu. Meno male. Lo dico anch’io. E’ un allenamento al mio machiavellismo guardarla. Sono quasi pentita di non aver visto “Amici” !
Post precedenti

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FICTION: MEDICINA GENERALE

12/05/2008  in TV & dintorni
Per coloro che hanno visto le puntate andate in onda lo scorso anno, riprende “Medicina Generale”. Se non ricordo male, non mi pare si tratti della seconda serie, bensì delle puntate seguenti a quelle mandate in onda nel febbraio 2007. Sì, avete capito bene. Quale sia la “logica” di programmazione della Rai, tralasciamo.
A parte il logo del fiction, un’idiota imitazione di “E.R” che un’ottima fiction del genere, quella prodotta dalla Rai è però qualitativamente migliore (con buona pace di certi guru della critica televisiva che manco si sono accorti dei piano sequenza) di altre del genere viste sulle reti generaliste RaiMediaset. Per chi guarda le fiction anche o soprattutto credendo al motto: “anche l’occhio vuole la sua parte” c’’è da vedere il tenebroso Andrea Di Stefano nella parte del dottor Giacomo Pogliani.
 
Per coloro che hanno visto le puntate andate in onda lo scorso anno, riprende “Medicina Generale”. Se non ricordo male, non mi pare si tratti della seconda serie, bensì delle puntate seguenti a quelle mandate in onda nel febbraio 2007. Sì, avete capito bene. Quale sia la “logica” di programmazione della Rai, tralasciamo.
A parte il logo del fiction, un’idiota imitazione di “E.R” che un’ottima fiction del genere, quella prodotta dalla Rai è però qualitativamente migliore (con buona pace di certi guru della critica televisiva che manco si sono accorti dei piano sequenza) di altre del genere viste sulle reti generaliste RaiMediaset. Per chi guarda le fiction anche o soprattutto credendo al motto: “anche l’occhio vuole la sua parte” c’’è da vedere il tenebroso Andrea Di Stefano nella parte del dottor Giacomo Pogliani.
 
Domani e dopodomani in prima serata, le prime puntate. Si fa per dire.

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TRAVAGLIO E SCHIFANI

12/05/2008  in Politica & Attualitā
 
Chi disturba il manovratore? (il caso Travaglio Schifani).
 
Una premessa doverosa di tipo personale: anch'io, come molti, spero che il nuovo Governo faccia bene e riesca a trovare con l'opposizione un'intesa  sui temi importanti. 
Non ho votato per Berlusconi e credo che mi rifiuterò di farlo fino a quando disporrà di quello strapotere mediatico che rende sleale qualdiasi tipo di competizione elettorale cui partecipi.
Ma il Paese è troppo mal ridotto per poterci permettere di fare il tifo contro l'unico governo che abbiamo ( e che avremo a lungo..)
Un' intesa con l'opposizione mirata a  cambiare le regole di funzionamento della macchina dello stato per renderla più efficiente  e snella è poi necessaria più di ogni altra cosa.
Sono quindi un sostenitore del dialogo e favorevole ad un'opposizione responsabile.
Chi sta al governo, in genere, non sbaglia mai il 100% delle cose che fa: ogni tanto anche il governo meno abile, statisticamente, qualcuna la imbrocca.
Un'opposizione responsabile non fa il muro contro muro a prescindere. Seleziona le battaglie da combattere.
Ma su un'unica cosa non è giusto arretrare di un solo centimetro: la corretta informazione.
Il giorno in cui, in nome della necessità di dialogo, si cominciano a nascondere i fatti, è il giorno di nascita di quella che Scalfari comincia a definire una "dolce dittatura".
Una dittatura in cui coloro che raccontano questi fatti non vengono mandati nei gulag o nei manicomi, ma ricevono una condanna unanime come provocatori, costruttori di trappole, disturbatori del manovratore.
 
Mi riferisco al caso Travaglio- Schifani.
Durante una trasmissione televisiva Travaglio non ha formulato, come qualcuno adesso cerca di far credere, un'accusa di collusione con la mafia a carico del Presidente del Senato.
Si è semplicemete limitato a ricordare un fatto inoppugnabile, del quale tra l'altro io insieme ad alcune di migliaia di lettori  del libro "I complici " di Lirio Abbate e Peter Gomez eravamo al corrente.
Il fatto nella sua nuda e semplice verità è questo: esisteva tanti anni una società di brokeraggio assicurativo chiamata Sicula Brokers i cui soci erano, insieme a Renato Schifani, Enrico La Loggia, Nino Mandalà ( poi condannato per mafia) e Benny D'Agostino ( poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa).
Molti pensano che sia praticamente impossibile vivere in Sicilia senza entrare, del tutto casualmente e incolpevolmente,  in contatto con i mafiosi.
Possibile, se parliamo di quelli che ci siedono accanto al cinema o al ristorante.
Più difficile che il contatto sia casuale e incolpevole quando ci si siede accanto ad un mafioso nel consiglio di amministrazione di una società commerciale.
E' giusto o no che gli italiani  sappiano di questo trascorso del Presidente del Senato?
Secondo me si.
E' "rivoltante e inutile", come dice Marco Taradash, che qualcuno lo ricordi? 
Oppure è semplicemente informazione?
La condanna di Travaglio è quasi unanime anche nell'opposizione ( Di Pietro escluso).
Comprensibile. 
L'opposizione  ormai è allo sbando: i commentatori e gli esperti di sondaggi li hanno a tal punto rintronati ammonendoli sull'effetto boomerang dell'antiberlusconismo, che il primo riflesso al quale si abbandonao in una situazione come questa è quello di attaccare a loro volta chi disturba il manovratore.  
Nel frattempo Tremonti il più lucido di tutti, pur non sapendo ancora che pesci pigliare, rilascia un'intervista di enorme impatto mediatico: pagheranno le banche e i petrolieri. Sembra quasi di sentire lo slogan dell'ultrasinistra nel 2006: Anche i ricchi piangano.
Neanche Rossi & Turigliatto avrebbero osato tanto. 

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VELTRONI E L'OMBRA O L'OMBRA DI VELTRONI?

12/05/2008  in Politica & Attualitā
 
Faranno ombra per l'estate
di Marco Cedolin
 
Chi pensava si fosse toccato il fondo con il giuramento del IV governo Berlusconi, patetica rappresentazione di una politica sempre più ingessata ed autoreferenziale, impegnata unicamente a perpetuare sé stessa, ha dovuto prontamente ricredersi.
Walter Veltroni, probabilmente invidioso per non avere potuto partecipare alla sceneggiata, è infatti riuscito nella non facile impresa di rendersi ancora più ridicolo di quanto non lo sia l’armata Brancaleone forgiata dal Cavaliere, annunciando la creazione di un governo ombra che scimmiotta in tutto e per tutto quello reale.
Seguendo un copione tanto grottesco quanto ridicolo, Veltroni in qualità di premier ombra votato da elettori ombra, ha battezzato 21 ministri ombra che presiederanno altrettanti ministeri ombra, varando disegni di legge e finanziarie ombra, praticando consigli dei ministri ombra e probabilmente passando attraverso crisi di governo ombra.
Fassino fingerà di fare il ministro degli esteri, Bersani quello dell’economia, Chiamparino (l’uomo che è felice quando la tangenziale è bloccata perché vuole dire che la città cresce) quello delle riforme. L’industriale Colaninno si dedicherà allo sviluppo economico ombra, Enrico Letta curerà l’ombra del welfare ed Ermete Realacci l’ombra dell’ambiente, cosa quanto mai opportuna in tempi global warming. La salute, che in Italia, unico fra i paesi occidentali, non avrà più un ministero ad essa dedicato per volere di Berlusconi, sarà anche priva della propria ombra, in quanto Veltroni è stato inflessibile nel sostenere che solo le cose reali possono vantare il privilegio di possedere un’ombra.
Il varo del governo Veltroni ha indotto anche qualche momento di tensione fra coloro, Di Pietro in primis, che sono stati esclusi anche dall’ombra e si dovranno rassegnare alla disidratazione indotta dalla canicola estiva, ma nel complesso gli elettori ombra hanno gradito le scelte e il Presidente della Repubblica ombra si è detto soddisfatto del nuovo esecutivo virtuale.
Il rischio, continuando a restare all’ombra potrebbe essere quello di una perdita d’identità, ma dal momento che il PD un’identità non l’ha mai avuta credo si tratti di un rischio trascurabile, e poi approssimandosi l’estate un poco d’ombra in fondo non potrà che fare bene. L’armata di Walter governerà solo con la fantasia ma almeno potrà godersi la frescura meglio di quanto non sia consentito ai pensionati italiani che per fuggire dalla canicola dovranno continuare ad accontentarsi delle panchine dei centri commerciali. 

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UOMINI E DONNE: TRONO DELLA FRIZZIERO, IL NUOVO MODELLO DELLA LMM CERCA "AIUTO"?

12/05/2008  in TV & dintorni
Devo dire che ai tempi di Costantino Vitagliano e Alessandra Pierelli  c’era più “fantasia”. Maggiori spunti per la Lele Mora Management da utilizzare per continuare a far sognare un certo target.
Da quanto mi dicono c’è qualcuno che cerca spunti per arrivare al lieto fine, che, a meno di “nuove sorprese” , oggi non dovrebbe arrivare (se sono verosimili le teorie esposte nel post precedente). Ci sarebbe una certa difficoltà a capire cosa fare per farsi scegliere dalla Frizziero. Come mai questa scarsità di “idee” su come chiudere questo trono? I suggerimenti, gli spunti possono venire solo da chi ha una certa capacità di analisi e di anticipare gli eventi. Sono doti non propriamente comuni. Con tutto il rispetto per il livello medio delle fans delle soap di “Uomini e Donne”, non mi sembrano particolarmente dotate in questo. Nè ritengo verrebbero assunte dalla signora Fascino per la sua redazione. Sul ruolo della redazione in questo puntate con la tronista Frizziero, io ho una “sensazione” sulla quale forse mi esprimerò a fine puntate. Al momento lascio giocare la partita alla signora Fascino. Non voglio romperle le uova nel paniere. Conto sul fatto che non sia totalmente sanguinaria e non stia rifilando un tarocco gigante alla tronista. Per quanto la ragazza non abbia un quinto della classe di Alessandra Pierelli (ma anche lei come la Frizziero non è stata abile a capire che contromisure prendere in quella scuderia del nullismo), mi sta simpatica perchè non nasconde le sue vulnerabilità. Quindi auspico che la signora Fascino e la sua redazione abbiano verificato che Cristian Gallella non sia una super sola.
Ritornando agli “spunti”, pare non ci sia il “materiale” cercato. Se il ragazzo è veramente coinvolto (che palle) dalla tronista come farà a svelare il rebus? Se non ce la fa è proprio tonto.
Perchè di aiuti ne ha ricevuti parecchi. Non dai blog, forum. Ma da qualcun altro. Ma qui torniamo alla “sensazione” che non voglio svelare. Anche perchè potrei aver preso la vacca per le balle, come dicono in certe parti del nord. Ne dubito; ma aspetto di arrivare alla fine.
 
E pensare che è così facile capire cosa si dovrebbe fare. Qualche “suggerimento ce l’avrei. E’ così banale capire come fare a raggiungere l’obiettivo: che sia l’essere scelto per dire “sì” o l’essere scelto per dire “no” o il non essere scelto. Ma io, non lavoro per Lele Mora. Piuttosto farei il manovale.  

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UOMINI E DONNE: TRONO DI PAOLA FRIZZIERO, RUSH FINALE CON ....

09/05/2008  in TV & dintorni
Sta andando in onda più o meno lo stesso “film” del trono nel quale la Frizziero era la corteggiatrice. Siamo arrivati al punto (non ancora andato in onda ma registrato ieri) che il preferito della tronista, tale Cristian Gallella (spero di averlo scritto correttamente se no mi cazziano) non ce la fa più.
Anche la Frizziero, quando corteggiava il “collega” di Gallella, Salvatore Angelucci, smaniava perchè lui la scegliesse. Ma i meccanismi della trasmissione la “sintonia” tra signora Fascino e Lele Mora non lo consentivano.
Anche ora non lo consentono. Come precedentemente scritto, il meccanismo vuole che ad un certo punto, quando risulta evidente che un corteggiatore sta prevalendo su un altro, avvenga il ribilanciamento.
E così è successo che Gallella si è sentito dire di tutto e di più. Accusato di assenza di virilità, di essere il cocco del Mora, dove per cocco si intende un certo tipo di rapporto. Nonostante queste pesanti allusioni lui rimani lì. E nonostante questi ribilanciamenti, il Gallella rimane ancora in prima posizione nelle preferenze della tronista.  Nonostante le sbracate di ieri, anzi, soprattutto dopo le sbracate di ieri della Frizziero.
La situazione attuale dei meccanismi “pensati” vede una Frizziero che potrebbe non scegliere o se lo facesse che rischia il “no” dal preferito. Come ci si è arrivati a questa situazione. Come in tutte le soap. Si comincia con un video che qualcuno fa arrivare alla redazione. Il video crea un dubbio, ma lo si lascia in sospeso, in attesa di riprenderlo e scioglierlo a puntata da destinarsi (in corso d’opera quando gli “autori” del canovaccio lo ritengono necessario).
Quando, per effetto di esterne da soap, le seguaci vedono nascere la coppia e iniziano ad inneggiare ad essa, arriva la seconda crisi. Viene ripescato il dubbio e ne viene introdotto un altro. Quello sulla tronista. Risultato: o non sceglie o se sceglie si può beccare un no.
Come sarà il finale? Bisogna chiederlo alla premiata ditta Fascino e Lele Mora. Quest’ultimo sicuramente non ha apprezzato alcune esternazioni della Frizziero e presenterà il conto; la signora Fascino ha un potenziale tronista tra le mani con il quale aprire la prossima stagione da settembre.
Ma, visto sto spiegamento di esterne costruite in laboratorio con un crescendo dal rientro del Gallella (con alcuni momenti alla mr. hyde, che non è un difetto, è solo un altro lato del carattere), non si può finire con una non scelta. Non trovate che a questo trono manchi un pezzo?
Manca un’ultimo incontro cosiddetto chiarificatore. Il “chiarimento”, unitamente al “coinvolgimento” sono le due parole più usate, abusate, inflazionate dagli asini di “Uomini e Donne”.
Bene. Dove lo facciamo questo incontro. Risposta facile. Week-end Frizziero/Gallella. Ovviamente, ad un certo punto le telecamere dovranno andarsene. Apoteosi finale per le amanti della soap opera vivente. Chiariti e ricongiunti i due,  si apre l’ultima parte della storia. Quella che non vedrete. O no? Il dopo scelta con viaggetto dev’essere con telecamere al seguito. Poi la lucina rossa si spegne. Non chiedetemi quanto può durare la storia Frizziero/Gallella perchè non faccio la maga.
 
Se il finale non sarà questo non prendetevela con me. Io mi sono limitata a scrivere i “meccanismi” ai quali “penserei” se lavorassi per la De Filippi. Poichè sono certa che nessuno dell’entourage della signora Fascino legge le mie considerazioni e ne trae spunti, mi auto perdono se ne ho suggerito uno. Il più “suggestivo” e inevitabile conseguenza logica della soap vivente finora vista è appunto il rush finale con week end e con le telecamere che ad un certo punto devono rimanere fuori. E’ ciò che è mancato nel trono nel quale la Frizziero corteggiava.
 
Ripeto quanto scritto precedentemente. Non ci sono copioni scritti. Ci sono “suggerimenti”, accorgimenti, da parte della redazione, come è anche normale che sia. C’è una regia autoriale che è quella della signora Fascino. C’è la LMM che paga le bollette della luce (come giustamente osservava il simpatico Carmine) con le serate di Cristian Gallella. Non c’è finzione totale ma non c’è neppure uno svolgersi degli eventi in maniera naturale. Siamo in tv.
 
P.S Di puntate di “Uomini e Donne” ne ho viste poche, ma credo che quelle che da qualche mese a questa parte vanno in onda con la Frizziero sono il “meglio del canovaccio” mai pensato. Relativizzando, ovviamente.
Alle fans della Frizziero mi permetto di dire che ieri con la sua sguaiata aggressività, la dottoressa Paola Frizziero - a proposito, complimenti per la laurea, l’ha messo nel sedere agli analfabeti della LMM - ha fatto un favore a Lele Mora e a quell’orrore di specie femminile seduta alla sua destra. Io alla sua età e al suo posto, ammesso che sia sincera, sarei più furba. Glielo metterei in quel posto lì al Mora. In senso metaforico s'intende.
Comunque state serene, la ragazza sarà sicuramente chiamata alla riflessione dalla signora Fascino e rimostrerà l’altro suo lato. Altrimenti, mi si cambia il finale. E io che figura ci faccio.  

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ANDREA VITALI: UN AMORE DI ZITELLA / 1

09/05/2008  in Letturatura&Poesia
PREFAZIONE
Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un’esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s’inseguono in paese, mentre in sottofondo si sentono i commenti degli uomini alle prese con la «Gazzetta dello Sport» e le note di Quando, quando, quando, il cavallo di battaglia di Tony Renis al Festival di San Remo.
Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
Un amore di zitella, pubblicato originariamente nel 1996, ha segnato la conferma del talento narrativo di Andrea Vitali. A caratterizzare le sue opere è prima di tutto la capacità di creare e far vivere un intero mondo, quello di Bellano, dove sono ambientati tutti i suoi racconti e romanzi. Lo popolano personaggi ben caratterizzati, osservati nei loro comportamenti, tra mille aneddoti divertenti e rivelatori, con una vena di partecipe umorismo.
A scandire le loro vicende sono brevi capitoli dal ritmo narrativo gradevole e ricco di sorprese, che permettono il dipanarsi di intrighi scatenati e avvincenti, magari con una punta di giallo, o almeno un piccolo mistero. Così nel microcosmo dei romanzi di Vitali si rispecchia la provincia italiana, in apparenza addormentata e in realtà ribollente di inquietudini e sogni. 
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DI PIETRO: BERLUSCONI IV, GOVERNO DELL'ASSOLUTISMO?

08/05/2008  in Politica & Attualitā
 
Di Pietro: ''Berlusconi Guardasigilli di fatto''
 
La definisce una 'dittatura dolce' e, a meno di ventiquattrore dalla nascita del nuovo governo, Antonio Di Pietroannuncia la sua battaglia. “E' un governo formato da elementi deboli per soluzioni forti che Berlusconi vuole adottare in splendida solutidine” spiega il leader di Idv, secondo cui la scelta di Angelino Alfano come guardasigilli non ne è altro che una prova. Nella giustizia - sottolinea - è (Berlusconi ndr) il ministro di fatto”.
Insomma “Berlusconi vuole addormentare le coscienze con una dittatura dolce e promettendo soluzioni difficili da realizzare”, ma Italia dei valori vigilerà con molta attenzione, soprattutto “su temi come la libera informazione, l'economia, la giustizia, la sicurezza, in cui leggeremo due volte i provvedimenti”.
E in tema di opposizione, l'ex ministro delle Infrastrutture si augura che ''Veltroni abbandoni il buonismo di facciata e si occupi di una opposizione vera, altrimenti - sottolinea - del governo ombra resta solo l'ombra”. Di Pietro invita il leader del Pd - al quale, assicura, Idv riconosce il ruolo di guida dell'alleanza - ad un cambio di passo della sua strategia. Basta, dunque, con ''questa insistenza all'isolamento di Veltroni. Abbiamo sottoscritto un programma, riconosciamo a Veltroni il ruolo di leader dell'alleanza, ma - conclude - non ci si può sposare se uno dei due non lo vuole”. 

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